Dal Coldai al Carestiato

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Lago Coldai

Lago Coldai

Il tempo oggi non è dei migliori: le previsioni dicono che migliorerà in mattinata. Nel frattempo, inizio la sesta tappa dell’Alta Via N.1 delle Dolomiti tra le nuvole.

Il primo obiettivo da raggiungere è il piccolo Lago Coldai. Imbocco il sentiero 560, che in circa mezz’ora di salita al monte Coldai, mi porta poi, al magnifico laghetto, a ben 2.143 metri.

È un vero peccato che le nuvole basse coprano in parte la parete sud del Civetta, a strapiombo sul verde lago di origine glaciale. Da qui la vista è spettacolare: si può ammirare un panorama a 360°, che spazia dalle Pale di San Martino alla Marmolada, dal Sella a molti altri gruppi dolomitici. Spicca in primo piano, verso nord-est, il Pelmo.

Proseguo la mia sesta tappa, lasciandomi alle spalle il Lago Coldai. Il sentiero è un saliscendi tra i prati fino ad arrivare alla forcella Col Rèan, dove si volta a destra per il sentiero 563. Dal basso si vede, sopra un altissimo sperone, il Rifugio Tissi, a 2.260 metri.

Mi attende una bella salita prima di poter godere il panorama dal rifugio, intitolato alla memoria dell’alpinista e patriota Attilio Tissi, scomparso nel 1959 in seguito a un incidente sulle Tre Cime di Lavaredo.

Dal rifugio parte ancora una breve ripida salita, per arrivare alla vicina Croce del Col Reàn, dove si può godere di una vista mozzafiato sul sottostante laghetto di Alleghe e su gran parte dei principali gruppi montuosi delle Dolomiti: Marmolada, Sella, Col di Lana, Fànes, Lagazuoi, Tofane, Dolomiti Ampezzane e Pelmo.

Rifugio Tissi

Rifugio Tissi

Dal Tissi conviene ritornare alla Forcella del Col Reàn, per riprendere il sentiero n. 560 che scende prima in direzione sud-ovest, poi a sud verso il pittoresco Pian de la Lòra, passando per ciò che resta del Casón di col Reàn (1.895 m), dominato dalle bastionate gigantesche della Cima De Gasperi, Su Alto e Terranova.  Salendo dolcemente, raggiungo la Sella di Pelsa (1.914 m), con incantevole vista sui Cantoni di Pelsa, aghi giganteschi di dolomia contorta.

Lo splendido percorso prosegue attraverso il Pian di Pelsa sotto la parete ovest della Torre Venezia. Da qui, scendo nei pressi della vicina piana verde di pascolo delle Case Favretti, da dove imbocco una stradicciola che passa sotto la possente parete sud della Torre Venezia.

Attraverso, infine, un fitto bosco e all’improvviso giungo a un’oasi di pace dove sorge il Rifugio Mario Vazzolèr, a 1.714 metri. Dal rifugio, continuo, scendendolo lungo la strada della Mussaia fino a un tornante a quota 1.430 metri. dove si stacca sulla sinistra il sentiero n° 554 che, attraverso la forcella del Camp (1933 m), porta al Rifugio Carestiato (1832 m), situato alla base delle pareti meriodinali della Moiazza.

Da qui, la vista può spaziare sulla Conca Agordina e sulle montagne che le fanno da sfondo: Monte Celo, Feruch-Monti del Sole, Vette Feltrine e la catena Croda Grande-Agner; ad occidente lo scoglio del Framont si salda attraverso la Forcella di Camp (1933 m) alla torre degli omonimi “Cantoni”, mentre alle spalle del rifugio si innalzano poderose le balze della Cresta delle Masenade.

GALLERY
Alcuni scatti del percorso che conduce dal Rifugio Coldai al Rifugio Carestiato. Tra questi, in ordine: inizio del sentiero che conduce al Lago Coldai, partenza della sesta tappa con direzione Rifugio Tissi, sentiero 560 che porta al Lago Coldai, Lago COldai visto dall’altro, sentiero 560 che conduce al Rifugio Tissi con visuale sul versante nord del Civetta, Rifugio Tissi, vista di Alleghe e laghetto dal Rifugio Tissi, vista del Civetta dal sentiero che porta al Rifugio Vazzoler, Rifugio Vazzolèr, sentiero dal Rifugio Vazzolèr al Rifugio Carestiato, Rifugio Carestiato, vista dal Rifugio Carestiato (Cima Moiazza)